L’acconto dell’imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria applicabile in caso di opzione per il regime del risparmio amministrato
Di Franco Fondi
SOMMARIO: 1. Profili generali e criticità. – 2. Le interpretazioni e le indicazioni operative della Amministrazione Finanziaria. – 3. Sulla lesione del principio costituzionale di capacità contributiva – 4. I possibili rimedi . – 5. Conclusioni.
Riassunto: Gli intermediari finanziari che applicano il regime del risparmio amministrato devono versare entro il 16 dicembre un acconto pari al 100% dell’imposta sostitutiva dovuta nei primi undici mesi dell’anno.
L’obbligo riguarda banche, SIM, SGR, fiduciarie, agenti di cambio e stabili organizzazioni di intermediari esteri.
La norma, nata come misura “eccezionale” di finanza pubblica collegata alla copertura dell’abolizione della seconda rata IMU 2013, ha evidenziato sin dalla sua istituzione criticità di fondo legate al fatto che l’acconto è una anticipazione finanziaria su un’imposta non propria dell’intermediario che al momento del versamento non è neppure sostituto d’imposta e non può esercitare rivalsa, con possibili profili di incostituzionalità per violazione del principio di capacità contributiva.
La disciplina dell’acconto produce effetti finanziari particolarmente onerosi soprattutto per gli intermediari di minori dimensioni che possono essere costretti a ricorrere all’indebitamento per versare l’acconto i cui tempi di recupero non sono prevedibili.
Tali criticità sono state accresciute dalle interpretazioni restrittive dell’Agenzia delle Entrate che non ha consentito di determinare l’acconto su base previsionale né di compensare le eventuali eccedenze a credito con altri tributi.
Anche la possibilità di chiedere il rimborso dell’eventuale credito è stata riconosciuta solo quando l’intermediario non può scomputarlo perché ha cessato di svolgere attività che generano l’imposta sostitutiva.
I possibili interventi per mitigare gli effetti negativi della norma (a parte evidentemente un intervento normativo) potrebbero essere a livello interpretativo il riconoscimento della possibilità compensazione “orizzontale” del credito (ad oggi negata dall’Agenzia delle Entrate) e il riconoscimento della possibilità di cessione del credito oltre che all’interno dei gruppi di società, già ammessa nei modelli dichiarativi (Mod. 770), anche a soggetti terzi, che dovrebbe essere ammissibile in base ai principi generali sulla cedibilità dei crediti tributari, anche se non ancora espressamente riconosciuta dall’Agenzia delle Entrate.
Parole chiave: Regime del risparmio amministrato; Acconto dell’imposta sostituiva applicata dagli intermediari.
Abstract: Financial intermediaries operating under the administered savings regime must pay, by 16 December, an advance payment equal to 100% of the substitute tax due for the first eleven months of the year.
This obligation applies to banks, securities investment firms (SIMs), asset management companies (SGRs), trust companies, stockbrokers and permanent establishments of foreign intermediaries.
The provision, introduced as an ‘exceptional’ public finance measure linked to covering the abolition of the second instalment of the 2013 IMU, has, since its inception, highlighted fundamental issues stemming from the fact that the advance payment is a financial advance on a tax that is not the intermediary’s own; at the time of payment, the intermediary is not even a withholding agent and cannot seek recourse, with possible implications of unconstitutionality due to a breach of the principle of contributory capacity.
The advance payment rules have particularly onerous financial consequences, especially for smaller intermediaries who may be forced to take on debt to pay the advance, the recovery of which is unpredictable.
These difficulties have been exacerbated by the restrictive interpretations of the Revenue Agency, which has not permitted the advance payment to be calculated on a provisional basis nor the offsetting of any credit surpluses against other taxes.
Even the possibility of claiming a refund of any credit has been recognised only when the intermediary cannot deduct it because it has ceased to carry out activities that give rise to the payment of the substitute tax.
Possible measures to mitigate the negative effects of the rule (apart from regulatory intervention, of course) could include, at the interpretative level, the recognition of the possibility of “horizontal” offsetting of the credit (at the moment denied by the Revenue Agency) and the recognition of the possibility of transferring the credit not only within corporate groups – already permitted in tax return forms (Form 770) – but also to third parties, deemed permissible under the general principles governing the transferability of tax credits, even if not yet expressly recognised by the Revenue Agency.
Keywords: Administered savings regime; Substitute tax on financial income; Advance payment by intermediaries.