Il motore di ricerca delle riviste Pacini Giuridica.
Visita il Portale
ISSN 2611-5263

Gli oneri probatori nelle ritenute sui dividendi transfrontalieri nel quadro della libera circolazione dei capitali

Lorenzo Maria Bergamaschi

SOMMARIO: 1. Considerazioni preliminari sui fatti e sul quadro normativo di riferimento. – 2. Comparabilità delle situazioni e divieto di discriminazioni arbitrarie tra fondi pensione residenti e non residenti. – 3. Oneri probatori, autonomia procedimentale degli Stati membri e controllo di proporzionalità. – 4. Esenzione immediata e rimborso della ritenuta tra rischio erariale e cooperazione amministrativa. – 5. Osservazioni conclusive e prospettive de iure condendo.

 

 

Riassunto: Il presente contributo analizza la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 27 novembre 2025 (causa C-525/24), con cui il giudice di Lussemburgo si è pronunciato sulla compatibilità con l’art. 63, par. 1, TFUE dei requisiti probatori imposti ai fondi pensione non residenti per beneficiare dell’esenzione immediata ovvero del rimborso delle ritenute alla fonte applicate sui dividendi di fonte nazionale. Muovendo da una ricostruzione sistematica della libertà di circolazione dei capitali quale principio che informa in modo strutturale e trasversale l’assetto del mercato unico, si esamina il criterio della comparabilità delle situazioni transfrontaliere e la rilevanza, ai fini del giudizio di compatibilità con il diritto dell’Unione, degli oneri amministrativi e probatori differenziati gravanti sui soggetti non residenti. Particolare attenzione è dedicata alla distinzione tra il regime dell’esenzione immediata dalla ritenuta e quello del rimborso successivo, in relazione ai quali il principio di proporzionalità assume un contenuto e una portata applicativa differente. Si evidenzia come, nel primo caso, le esigenze di efficacia dei controlli fiscali e di certezza della riscossione possano giustificare requisiti probatori rafforzati – purché effettivamente idonei e non eccessivamente gravosi – mentre, nel secondo caso, l’imposizione di un unico mezzo di prova si ponga in contrasto con l’art. 63, par. 1, TFUE alla luce dei meccanismi di cooperazione amministrativa previsti dal diritto unionale. La sentenza viene letta come un ulteriore tassello nel processo di progressiva emersione di un modello europeo di bilanciamento tra potestà impositiva statale, cooperazione amministrativa e tutela effettiva delle libertà fondamentali, con significative ricadute sistematiche sulla disciplina dei flussi di capitali transfrontalieri.

 

PAROLE CHIAVE: libertà di circolazione dei capitali; fondi pensione non residenti; esenzione e rimborso delle ritenute alla fonte; oneri probatori differenziati.

 

 

 

ABSTRACT: This article analyses the judgment of the Court of Justice of the European Union of 27 November 2025 (Case C-525/24), by which the Luxembourg Court ruled on the compatibility with Article 63(1) TFEU of the evidentiary requirements imposed on non-resident pension funds in order to benefit from either the immediate exemption at source or the subsequent refund of withholding taxes levied on domestically sourced dividends. Proceeding from a systematic reconstruction of the free movement of capital as a principle that structurally and pervasively informs the nature of the internal market, the analysis turns to the criterion of comparability of cross-border situations, together with the relevance, for the purposes of assessing compliance with EU law, of differentiated administrative and evidentiary burdens imposed on non-resident taxpayers. Particular attention is devoted to the distinction between the regime of immediate exemption at source and that of subsequent refund, with regard to which the principle of proportionality assumes a different substantive content and operative reach. It emerges that, in the former case, the formalities of ensuring the effectiveness of fiscal controls and the certainty of tax collection may justify enhanced evidentiary requirements – provided that they are genuinely appropriate and not excessively burdensome – whereas, in the latter case, the imposition of a single prescribed means of proof is incompatible with Article 63(1) TFEU in light of the mechanisms of administrative cooperation provided for under EU law. The judgment is thus interpreted as a further step in the gradual emergence of a European model of balancing between national taxing powers, administrative cooperation, and the effective protection of fundamental freedoms, with significant systemic implications for the regulation of cross-border capital flows.

 

KEY WORDS: free movement of capital; non-resident pension funds; exemption and refund of withholding taxes; differentiated evidentiary burdens.