La disciplina IRAP dei dividendi dopo la Legge di bilancio 2026: profili critici e discriminazione alla rovescia
SOMMARIO: 1. La nuova disciplina IRAP degli intermediari finanziari e delle imprese di assicurazione secondo la Legge di bilancio 2026. – 2. La fonte della novella legislativa: la sentenza della Corte di Giustizia UE 1° agosto 2025, cause riunite C-92/24-C-94/24. – 3. Il rimborso dell’IRAP sui dividendi da società non residenti: profili critici della riforma. – 4. La discriminazione alla rovescia con riguardo ai dividendi distribuiti da società figlie residenti in Italia. – 5. Rimedi esperibili: dalla Corte costituzionale alla Corte EDU.
Riassunto: Il contributo esamina criticamente la nuova disciplina della base imponibile IRAP per intermediari finanziari e imprese di assicurazione, introdotta dalla Legge di bilancio 2026 in attuazione della sentenza della Corte di Giustizia UE del 1° agosto 2025 (cause riunite C-92/24-C-94/24, Banca Mediolanum). La riforma esclude dalla base imponibile IRAP il 95% dei dividendi infragruppo provenienti da controllate UE, superando il previgente regime, che ne tassava il 50% e che è stato giudicato incompatibile con la Direttiva “madre-figlia”. Ricostruiti i principi affermati dalla Corte, l’Autore ne evidenzia le criticità applicative, soffermandosi sui limiti e sulle modalità di rimborso dell’IRAP versata negli anni precedenti e sul persistente rischio di doppia imposizione in combinato disposto con l’IRES. Un’attenzione specifica è riservata alla “discriminazione alla rovescia” generata dal diverso trattamento riservato ai dividendi di fonte unionale, imponibili al 5%, rispetto a quelli interni, imponibili al 50%, con i conseguenti profili di illegittimità costituzionale alla luce degli artt. 3, 53 e 117 Cost. Il saggio si chiude con una rassegna dei rimedi esperibili, dinanzi alla Corte costituzionale e, in prospettiva, alla Corte EDU.
PAROLE CHIAVE: IRAP; Dividendi infragruppo; Direttiva madre-figlia; Discriminazione alla rovescia; Doppia imposizione; Legittimità costituzionale
Abstract: This article critically examines the new rules governing the IRAP taxable base for financial intermediaries and insurance companies, introduced by the 2026 Budget Law in implementation of the judgment of the Court of Justice of the European Union of 1 August 2025 (Joined Cases C-92/24 to C-94/24, Banca Mediolanum). The reform excludes 95% of intra-group dividends received from EU subsidiaries from the IRAP taxable base, replacing the previous regime under which 50% of such dividends was taxable, a regime held to be incompatible with the Parent-Subsidiary Directive. After reconstructing the principles established by the Court, the article highlights the main practical shortcomings of the reform, focusing in particular on the limitations and procedures governing the refund of IRAP paid in previous tax years, as well as on the continuing risk of economic double taxation resulting from the combined application of IRAP and the corporate income tax (IRES). Particular attention is devoted to the phenomenon of reverse discrimination arising from the different tax treatment of dividends distributed by EU subsidiaries, which remain taxable at 5%, compared with dividends distributed by domestic subsidiaries, which continue to be taxable at 50%. The article argues that this disparity raises serious issues of constitutional legitimacy under Articles 3, 53, and 117 of the Italian Constitution. It concludes by examining the legal remedies available before the Italian Constitutional Court and, prospectively, before the European Court of Human Rights.
KEY WORDS: IRAP; Intra-group dividends; Parent-Subsidiary Directive; Reverse discrimination; Economic double taxation; Constitutional review